Manuela Baraglia, CTA Sardex: «Siamo l’avanguardia on the road di un progetto innovativo»

Il suo mantra è: «Fare rete». Lo ripete continuamente: agli imprenditori che incontra, ai colleghi - anche quelli che vede per la prima volta - ai suoi amici, e lo applica fedelmente. Cronistoria necessariamente breve di una folgorazione diventata passione autentica. Cta per il Circuito Sardex da aprile «mi sono aperta la partita iva proprio perché credevo nel progetto, lasciando le altre collaborazioni», Manuela Baraglia è un concentrato di motivazioni e di energia.

«Siamo la prima finestra sul mondo Sardex», afferma seduta al tavolo di una graziosa caffetteria in pieno centro a Cagliari, a due passi dal Bastione di Saint Remy. Tra poco parlerà per la prima volta con la proprietaria dell’attività, il secondo appuntamento pomeridiano di una giornata densa: «Oggi ho quattro incontri in agenda con altrettanti imprenditori». Il precedente, in un bar cittadino, si è concluso con la firma delle carte per perfezionare l’ingresso dell’attività nel network.

Laureata in Economia e Commercio, esperienze varie e differenti nel settore amministrativo e nell’organizzazione di eventi, speaker radiofonica per puro diletto nei pochi momenti liberi, Manuela si è avvicinata al Circuito con gradualità e grazie a un iscritto per cui lavorava: «Un giorno mi ha prospettato l’idea di pagarmi parte dello stipendio in crediti, all’inizio ero perplessa e un po’ spaventata ma ho accettato anche perché, nel mentre, mi sono documentata e incuriosita ancora di più. Ho iniziato a incassare e a spendere i sardex con sempre maggior entusiasmo poi, a un certo punto, quando ho saputo che l’azienda Sardex voleva ingrandirsi ho inviato un curriculum e sono stata ricontattata per un colloquio».

Le prime settimane spese tra formazione in aula e affiancamento sul campo, con un collega più esperto, sino al primo appuntamento da gestire in autonomia in una macelleria a Iglesias: «Al termine della chiacchierata – sorride divertita – il proprietario mi ha solo chiesto dove doveva firmare».

Lavoro, quello del CTA, che lei vive intensamente e incessantemente: «Siamo più che semplici consulenti, siamo la parte on the road del Circuito. Entriamo nella vita imprenditoriale e personale degli uomini e delle donne che incontriamo perché devi stabilire innanzitutto un rapporto basato sulla chiarezza e sulla fiducia».

Conoscenza e passione sono gli ingredienti fondamentali di quella che lei considera «un’affascinante sfida quotidiana» in cui occorre costantemente dosare lo studio con gli aspetti più empatici. Nella consapevolezza di essere l’avanguardia di un progetto innovativo e unico: «Il nostro compito è illustrare alle aziende l’opportunità di aumentare il fatturato stando all’interno di un network fondato sulla fiducia e sulla reciprocità, non la soluzione dei mali ma strumento utile per rendere più agevole la vita di chi fa impresa. Il Circuito è prima di tutto occasione per uscire dallo stallo mentale. In questo senso siamo costruttori di comunità, di relazioni, e te ne rendi conto nel momento in cui percepisci che la rete diventa argomento comune tra le persone».

In questo ragionamento sempre al plurale, Manuela sottolinea con forza un altro concetto: «Io e i miei colleghi non vendiamo alcunché, dobbiamo capire se chi ci sta di fronte ha le caratteristiche giuste per entrare nel network e starci al meglio sia sotto il profilo imprenditoriale che sotto l’aspetto dei valori. Ogni appuntamento – conclude – è una piccola luce verde accesa che illumina prima il tuo metro quadro di terreno, poi il tuo paese o la tua città sino ad arrivare a tutta la regione in cui lavori».