Paola Mosso, CTA di Piemex: «Il nostro carburante? La passione per le imprese e per il territorio»\

Il battesimo lavorativo lo riassume così: «Dovevo andare in un'azienda specializzata in sicurezza sul lavoro, ero tranquilla e questo mi ha agevolato nel confronto con l'imprenditore che è stato molto impegnativo, una lunga chiacchierata per spiegare il funzionamento della rete, i valori e i benefici, che si è conclusa con un'adesione. Quando sono uscita ero felicissima, avevo il primo iscritto. Ero così euforica che – subito dopo - ho deciso di far visita a un conoscente, proprietario di una cantina, gli ho parlato diffusamente del network e anche lui ha aderito; nel mio primo giorno di consulenza, in autonomia dopo gli affiancamenti iniziali, avevo chiuso ben due contratti».

Trentasei anni, diploma di tecnico in gestione aziendale, esperienze nell’amministrazione e nella gestione di insoluti, Paola Mosso ha trovato nel Circuito di Credito Commerciale lo slancio che cercava a livello personale e professionale.

CTA di Piemex, Paola si è imbattuta nel network grazie ai social: «Facevo l’agente di commercio ma ero alla ricerca di nuovi stimoli, ho letto per caso su LinkedIn l’annuncio di ricerca di personale di Piemex e ho visto vari video, mi sono incuriosita e ho inviato la candidatura. A distanza di poco tempo sono stata convocata per un colloquio e, da quel momento, è iniziata la mia attività di consulente per il Circuito di Credito Commerciale del Piemonte, con un impegno sempre crescente a partire da marzo scorso».

Centinaia i chilometri percorsi, soprattutto tra astigiano, cuneese e parte bassa della provincia di Torino, decine le telefonate fatte agli imprenditori per spiegare loro i valori alla base della rete e i benefici concreti derivanti dall’adesione a un Circuito che conta oltre 300 iscritti; professionisti e pmi che stringono quotidianamente alleanze commerciali condividendo i principi cardine del network: fiducia, sostegno reciproco. Impegno che richiede energia, competenze ed entusiasmo crescenti.

«Il CTA – precisa – deve avere passione sia per il territorio che per la relazione con le persone. Io lo reputo un po’ come una missione, mi piace l’idea di essere parte di un progetto unico, teso a ricreare le comunità e a dare alle imprese nuove opportunità. Ovviamente comunicare un’idea così innovativa è difficile e richiede competenza, pazienza, tenacia e spirito d'adattamento a seconda dei contesti. Mi ricordo una consulenza fatta a un imprenditore nel luogo in cui doveva sorgere la sua azienda di lavorazione delle nocciole, quando arrivai trovai un cantiere dove tutto era ancora da realizzare, parlammo in piedi nel bel mezzo di un cortile, io ero appoggiata alla mia automobile. Il suo ingresso è stato un grande investimento in termini di fiducia da entrambe le parti. Sfide come questa restituiscono sensazioni impagabili che solo un lavoro come questo ti può dare».